stranestorie
   ultime | archivio | altro | foto | video | contribuisci | email
altro

 
In agguato una nuova malattia comportamentale: insulti al video, improvvisi scatti d'ira e tastiere distrutte

"Computer, quanto ti odio"
Crescono i tecnostressati

di CLAUDIA DI GIORGIO
Cinque pallottole, sparate con accanimento. E il poveretto non è sopravvissuto. Come avrebbe potuto, con quattro proiettili nel disco rigido e uno nel monitor? La vittima dell'assalto di un nervosissimo signore di Issaquah, ridente cittadina dello stato di Washington, era infatti il suo personal computer, colpevole di avergli creato un problema di troppo. L'episodio, che risale al febbraio del 1997, non va registrato tra le follie d'oltreoceano. Rappresenta piuttosto la punta di diamante di un fenomeno che inizia a preoccupare gli esperti. E' stato battezzato "computer rage", la rabbia da computer, e si aggiunge alla lista dei disturbi comportamentali provocati dalla tecnologia.
Si manifesta con improvvisi attacchi di furore, e si esprime con grande irruenza: i computer riottosi vengono anzitutto sanguinosamente insultati, ma spesso si ricorre alla forza bruta. C'è chi afferra la tastiera e la sbatte sul tavolo, chi lancia il mouse contro il monitor, chi cerca di infilare il computer nel cestino della carta straccia e chi strappa i cavi dal muro. Il ricorso ad armi da fuoco per ora è un caso isolato, ma non mancano i calci, e si registrano casi di calcolatori lanciati dalla finestra. Un frustratissimo utente di Albany, che non riusciva a programmare un database di vendita, ha dato sfogo allo stress applicando una morsa al computer. Secondo una recente indagine inglese, tre quarti degli utenti di computer hanno confessato di prendere regolarmente a parolacce la loro macchina e un quarto dei più giovani, dai 25 anni in giù, di averle anche dato qualche calcio.
Le cause scatenanti della "computer rage" sono le più varie, ma si segnalano in particolare i "crash" della macchina (specialmente quando provocano una perdita di dati), l'impossibilità di farla partire perché si è dimenticata la password e la lunghezza dei tempi di attesa per il caricamento dei programmi o l'elaborazione dei dati. Perché i tecno-stressati sono distratti e impazienti. E distruttivi: ma come dar loro torto, se un quinto di loro ha confessato che l'incapacità di dominare il computer li fa sentire stupidi e inadeguati?
La "computer rage", dicono gli psicologi, è solo la più recente manifestazione del crescente disagio verso le macchine. Corre parallela alla tecnofobia, con cui ha in comune il timore di perdere il controllo ed il convincimento di essere in competizione col computer, cervello umano e cervello elettronico a confronto per decidere chi merita il potere. La questione, insomma, è stabilire chi è più intelligente: non a caso l'insulto più frequente (e il più blando) rivolto a un computer è "stupido oggetto".
Ma il problema non è solo psicologico e individuale. La "computer rage" è anche costosa, perché oltre agli eventuali danni fisici alle attrezzature, è responsabile di ore ed ore di lavoro perduto, esattamente come le "vere" malattie. Gli esperti, però, per una volta tanto non danno la colpa agli esseri umani. Sono i calcolatori, dicono, ad essere ancora farraginosi e inadatti. E se proprio c'è un umano da accusare, allora il dito va puntato verso i servizi di supporto spesso insufficienti, gli installatori che non fanno abbastanza per ridurre lo stress degli utenti, i venditori che non sempre consigliano correttamente i clienti. Per ridurre le frustrazioni bisogna studiare computer pensati davvero per chi li usa, e formare personale di assistenza capace di capire fino in fondo i problemi degli utenti.
E nel frattempo, come se la cavano i tecno-stressati? Con qualche parolaccia di più. Aiuta a sfogarsi ed è meglio del ricorso alla violenza. Visto che poi il computer non si offende.

la Repubblica - Sabato, 29 Maggio 1999

il video...
 
 
***
inizio
  ultime | archivio | altro | foto | video | contribuisci | email