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Brescia: abbandona 4 figli, trovata dopo due mesi. Il marito: è stata imbeccata da qualcuno
Madre in fuga per un miliardo perso al lotto
Prendeva i soldi dalle casse dell'azienda di famiglia. Un dipendente le dava i numeri
BRESCIA - Era fuggita per colpa del gioco, stregata dal lotto, lasciando dietro di sé il marito, 4 figli e una lunga scia di debiti, quasi un miliardo. Una fuga di due mesi, perfino un finto suicidio inscenato per far perdere le sue tracce. E, ieri, il colpo di scena, il ritorno tra la sua gente, nel Bresciano.
E' finita così la lunga fuga di Fabiana De Palma, la donna di 38 anni di Castelmella, a pochi chilometri da Brescia, scomparsa il 3 agosto scorso dopo aver lasciato quel debito miliardario per continuare a giocare, perdendo, somme sempre più forti al lotto.
Inseguendo il sogno di due numeri, il 19 e il 39, con tale determinazione da giocare fino a 100 milioni per volta: tutti soldi «presi in prestito» dal fondo dell'azienda di autotrasporti del marito, dove lavorava come amministratrice. Fabiana De Palma era scomparsa all'inizio di agosto: pochi giorni dopo alcune persone in villeggiatura a Vibo Valentia, in Calabria, notano una borsa e dei vestiti abbandonati sulla spiaggia: appartengono a lei, Fabiana De Palma.
Dentro la borsetta c'è un messaggio che lascia presagire il peggio: «In questo mare ho trovato il paradiso e a lui affido il mio corpo. Eclissi di sole 1961, 11 agosto 1999». Dopo, più nulla. Fabiana è sparita nel mistero.
E il mistero ha caratterizzato anche il suo ritrovamento, avvenuto l'altra sera a Bari, vicino alla Fiera del Levante. Un uomo, che qualche giorno prima aveva visto la foto della donna in tv a «Chi l'ha visto?», l'ha riconosciuta, l'ha fatta salire sulla sua auto e ha avvisato di nascosto i carabinieri. Il misterioso accompagnatore e la donna sono stati fermati dagli uomini dell'Arma a Pescara, dove Fabiana è stata prelevata e riportata a Brescia dal cognato.
«Aspettiamo che arrivi - afferma il marito, Giancarlo Baresi, 40 anni, titolare della ditta di autotrasporti Baresi -, non l'abbiamo ancora incontrata, ma tiriamo un sospiro di sollievo: almeno è viva. Non riesco a spiegarmi perché l'ha fatto, deve aver perso la testa. Tra di noi non c'erano problemi, andava tutto bene. So solo che ha iniziato a giocare forte al lotto all'inizio dell'estate, forse imbeccata da qualcuno».
Eccola, la famiglia Baresi: papà Giancarlo, i suoi due anziani genitori e i quattro bimbi. Dietro la villetta che si affaccia sulla circonvallazione di Castelmella, un grande parcheggio con tutti i camion utilizzati dalla ditta di autotrasporti. «Ma sì - taglia corto la madre di Giancarlo Baresi -, quei numeri glieli aveva dati un dipendente, anche lui un forte giocatore. E lei, Fabiana, puntava sempre su quelli». In paese tutti si dicono stupiti di quanto è accaduto a quella famiglia «così perbene». «Può accadere a tutti di perdere la testa - dicono al bar Centrale - ma c'è qualcosa che non va se una madre abbandona i propri figli». Tutto ruota attorno a quelle puntate milionarie. Fabiana presa dalla febbre del gioco a tal punto da abbandonare anche i 4 bambini. Fabiana che sparisce nel nulla, finge un suicidio ma usa per una settimana le carte di credito dell'azienda. «Durante questi due mesi non l'ho mai sentita - continua Giancarlo -, l'unica cosa che ho fatto è stata bloccare quelle carte di credito.
Non sapevo se Fabiana fosse viva: ho pensato a tutte le possibilità e ho cercato di tenere calmi i bambini. Il più piccolo ha sei anni - continua Giancarlo - e quando Fabiana è scomparsa è arrivato da scuola con la pagina di un giornale dicendo che la mamma è sparita in mare. Adesso è felice perché ha saputo che sta tornando». Due mesi passati nel buio, tra Molfetta, Ancona e Bari. Forse Fabiana ha continuato a giocare ma certo non con i soldi del marito. Forse ha trascorso 60 giorni a pentirsi delle sue azioni e a pensare ai suoi figli. Tutti punti interrogativi che restano aperti e sui quali, forse, verrà fatta adesso luce se il marito vorrà indagare e se chiederà spiegazioni. «Quando uno specchio si rompe - commenta amareggiato Baresi - è possibile ricostruirlo? Adesso devo pensare solo al bene dei miei figli». E il buco finanziario provocato dalle giocate forsennate di Fabiana? «Ce la faremo - termina il marito -, sono tanti soldi ma l'azienda è sana. Ripartiremo».
Martino Spadari
Corriere della Sera
- Sabato, 2 Ottobre 1999
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