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Annega nella benzina che voleva rubare dall'oleodotto
BOFFALORA SOPRA TICINO - È morto nella buca che lui stesso aveva scavato per rubare carburante dall'oleodotto che collega Arluno a Trecate. Stava cercando di applicare un rubinetto per attingere abusivamente in un secondo tempo. Franco Secondi, 63 anni, residente a Piacenza, titolare sino a 5 anni fa di un'impresa di autotrasporti, è stato ucciso dai vapori della benzina che scorre nella conduttura alternativamente al gasolio. Il cadavere è stato trovato l'altra sera dai tecnici della Sarpon, azienda che gestisce la raffineria di Trecate per conto della Esso, proprietaria dell'impianto.
Il corpo era in una buca profonda due metri, piena d'acqua mista ad idrocarburi, dove l'uomo è annegato. Si è scoperto che il tubo era perforato e vi era già stata installata una piccola valvola. Mancava solo il rubinetto: un lavoro che solo per un piccolo errore non è riuscito. La plancia della conduttura è stata forata per sbaglio a pochi centimetri dal punto esatto. È così avvenuta l'improvvisa fuoriuscita del carburante, fatale per l'ex imprenditore. Dall'altra sera, fino alle 15,30 di ieri, il tratto di oleodotto è stato presidiato dai vigili del fuoco di Magenta, che, insieme ai tecnici dell'Asl, hanno provveduto alla bonifica della zona. Duecento litri di carburante sono andati infatti dispersi nelle campagne. Anche un tratto della Statale 11 è stato chiuso al traffico per precauzione nei pressi del ponte del Ticino. Vicino alla buca dove è stato scoperto il cadavere, c'era anche l'auto dell'uomo, una Y10 con gli attrezzi «da lavoro».
L'ex imprenditore, sofferente di cuore e provato dalla recente morte della moglie, si era allontanato sabato scorso dalla sua casa di Piacenza. Da un paio di giorni, i parenti lo stavano cercando.
Corriere della Sera
- Giovedì, 23 Settembre 1999
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