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Giovane lecchese esasperato denuncia ai carabinieri le molestie elettroniche

Assediato dai gay su Internet

Il suo nome in un sito «per soli uomini», decine di e-mail a luci rosse
Luigina Giliberti
LECCO - Cambia sesso navigando in Internet. Un giornalista di 23 anni, che lavora in un settimanale lecchese, scopre un giorno di ricevere al suo indirizzo di posta elettronica strani messaggi: «Sono un 46enne curioso senza esperienze gay. Mi piacerebbe conoscere un passivo, anche se effemminato, che sia molto paziente». Oppure: «Mi piacciono gli uomini atletici, muscolosi e un po' rudi». E ancora: «Sto cercando il ragazzo giusto e spero che tu lo sia, sempre se mi vorrai incontrare».
Dieci e-mail, più o meno tutte dello stesso tipo, vengono inviate il 10 agosto all'ignaro cronista. «Arrivo a casa la sera e mio padre mi dice di aver ricevuto alcune telefonate senza risposta - racconta l'incredulo protagonista -. Accendo il computer per controllare la posta elettronica e trovo la sorpresa». Il giorno dopo i messaggi si moltiplicano. Uomini e ragazzi vogliono assolutamente mettersi in contatto col «super-dotato» giornalista che assicura prestazioni da sogno.
Il reporter decide quindi di scrivere ai suoi interlocutori per chiarire l'equivoco. «Scusa, ma sei stato tu stesso a dialogare in una chat-line l'altra sera rendendo note ad almeno cento persone le tue generalità, nonché numero di telefono, indirizzo e-mail e professione» rispondono i «corteggiatori».
La settimana dopo la posta elettronica si arricchisce di altre richieste, sempre maschili, ma questa volta sono uomini affascinati dalle foto erotiche di un'avvenente giornalista in cerca di rapporti trasgressivi. Il poveretto naviga in Internet per scoprire qualcosa di più e con grande stupore vede i sui dati comparire in un sito dell'Arcigay. «Il mio stesso nome, ma al femminile, è presente in un sito americano. A questo punto non escludo che compaia anche in altri indirizzi. Qualcuno pensa io sia una pornostar mentre altri conoscono il nome di mio padre».
Per i carabinieri, cui il cronista si è rivolto per sporgere denuncia, l'autore dello scherzo rischia una causa civile. E tutto per aver solo «chattato» via Internet come fanno migliaia di altri navigatori.

Corriere della Sera  - Sabato , 18 Settembre 1999

 
     
 
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