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I dipendenti sostituivano oggetti di lusso con "patacche" acquistate in Oriente
Una truffa in alta quota
Hostess della British vendevano ai passeggeri prodotti falsificati
LONDRA - È in pericolo l'encomiabile reputazione della British Airways, la compagnia aerea britannica che nel corso degli anni è riuscita a costruire un'immagine di affidabilità ed efficienza. La società è stata costretta ad ammettere che alcuni degli articoli esentasse in vendita sui suoi voli intercontinentali - orologi di marca, gioielli preziosi e capi d'abbigliamento delle griffe più famose - sono dei falsi da bancarella che non valgono più di una manciata di lire.
Secondo quanto ha rivelato ieri il domenicale Sunday Times, tra le hostess e gli stewart della British c'è infatti chi in Estremo Oriente fa il pieno di copie pressoché perfette degli oggetti della boutique di bordo, e non esita a sostituirle alla merce autentica. Nella maggior parte dei casi, il passeggero non si accorge di nulla e il dipendente della British si arricchisce alle sue spalle, rivendendo gli originali sul mercato nero o alle migliori gioiellerie di Londra.
Davanti ai virgolettati di alcuni ex piloti e alle lamentele di diversi clienti, la compagnia britannica non ha potuto far altro che confermare la truffa, proprio alla vigilia di un'inchiesta dell'Office of fair trading, l'organo governativo che vigila sul commercio e sulla concorrenza, al riguardo dei prezzi gonfiati di varie tratte. "Sono pochi i casi che si sono verificati, così come sono pochi i responsabili", ha detto un portavoce, aggiungendo che "la British sta indagando nell'accaduto con la massima serietà".
Ma le fonti "Sunday Times" parlano invece di un fenomeno dilagante e di tecniche ormai perfezionate. La sostituzione avverrebbe dopo che un passeggero ha chiesto di vedere l'oggetto interessato a comprare.
La confezione viene aperta per mostrare il contenuto e, una volta rotto il sigillo, parte il gioco degli scambi. E non necessariamente solo a bordo, ma anche nei depositi che accolgono gli articoli rimasti invenduti all'atterraggio. Occhiali di Gucci, profumi di Chanel, orologi Weil. Per le strade i Hong Kong, Singapore e Tokio le copie costano una nullità. Sui voli della British acquistano il valore dell'originale.
Stando al domenicale, il gioiellieri dei migliori quartieri di Londra, come Kensington e Mayfair, fanno affari d'oro con alcune hostess della compagnia aerea, che entrano in negozio con le borsette piene di preziosi autentici. "Oggetti invenduti", sostengono, ma in realtà sono articoli trafugati dalle boutique di bordo.
Paola De Carolis
Corriere della Sera
- Lunedì, 13 Settembre 1999
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