stranestorie
   ultime | archivio | foto | video | contribuisci | email

 

A mezzogiorno il sindaco ordina "Impiegati in pausa preghiera"

Palermo, provvedimento del primo cittadino di Baucina. Soddisfatti 25 dipendenti

PALERMO (s.p.) - Dopo la pausa caffè e quella per il pranzo arriva la pausa preghiera. I primi a usufruirne sono i dipendenti del Comune di Baucina, piccolo centro dell'entroterra palermitano, grazie a un insolito provvedimento del sindaco. A mezzogiorno in punto gli impiegati sono autorizzati a mettere da parte pratiche, bolli e protocolli e riunirsi per la recita dell'Angelus. Il pubblico è pregato di attendere. Meglio è caldamente invitato a partecipare.

Ne va orgoglioso il primo cittadino Pietro Di Marco, di Alleanza nazionale: a sostegno della sua ultima "determinazione sindacale" ha richiamato non solo ragioni religiose ma persino giuridiche. Una su tutte, la sentenza della magistratura amministrativa che ha sancito definitivamente la legittimità della pausa caffè. "Non è certo solo il corpo ad aver bisogno di nutrimento, anche l'anima", dice. "E poi - aggiunge - non sottovalutiamo l'esigenza di alimentare la solidarietà fra i componenti di una piccola comunità". Baucina non si è stupita più di tanto, ormai abituata alle singolari iniziative del suo primo cittadino: il premio di un milione a quelle coppie che avessero concepito un figlio il 14 febbraio, per San Valentino, e lo avessero chiamato come la patrona del paese, Santa Fortunata. Oppure il dono del tricolore a ogni famiglia, con il caldo invito a esporlo al balcone in occasione delle più importanti ricorrenze cittadine e nazionali.

Non si stupisce e non replica neanche più l'opposizione di sinistra. Santino Ciccarelli, consigliere comunale dei Democratici di sinistra, non può però fare a meno di storcere il naso di fronte alla pausa preghiera e critica "le manie da investitura popolare del primo cittadino". E il riferimento è a quei comizi che periodicamente Pietro Di Marco ama proporre alla cittadinanza affacciandosi dal balcone di casa sua. "Una tradizione consolidata a Baucina - ricorda il consigliere di sinistra - il padre del sindaco fu podestà del paese".

Polemiche politiche a parte, la pausa preghiera sembra essere davvero piaciuta ai venticinque dipendenti comunali. Alle donne soprattutto che sono la maggioranza. Il tocco delle campane richiama chi lo desidera nella sala del Consiglio Comunale. In futuro, annuncia il sindaco, a Palazzo di città ci sarà spazio anche per una cappella con tanto di altarino, magari dedicato alla santa patrona. Per il momento, i dipendenti devono accontentarsi degli scranni dell'assemblea cittadina. Quando poi l'arciprete di Baucina avrà fatto rientro dal suo pellegrinaggio in Terra Santa sarà lui a guidare la pausa preghiera.
Per il momento è il sindaco Di Marco ad animare il consesso religioso. Si divide così fra la sua farmacia in via Umberto, le incombenze di primo cittadino e quelle di padre spirituale.

la Repubblica  - Mercoledì, 30 Giugno 1999

 
     
 
<< precedente sommario successiva >>
 


   ultime | archivio | foto | video | contribuisci | email