Niente vendetta: «Massimo ti amo» era rivolto a un omonimo sposo di Milano
Doppie nozze con giallo
Risolto l'equivoco del messaggio d'amore trainato da un aereo
MANDELLO DEL LARIO (Lecco) - E' stata solo omonimia. Si è così risolto il mistero sul messaggio «Massimo ti amo» scritto su uno striscione trainato da un aereo. L'iniziativa non si riferisce alle nozze di un Massimo lariano celebrate il sabato mattina, bensì a quelle di un omonimo milanese che il giorno dopo ha sposato l'amata Vanessa.
Rivelano i coniugi Armando e Maria Cristina, titolari del ristorante «Villa della rose» di Mandello del Lario, dove si è svolto il banchetto nuziale di Vanessa e Massimo: «E' una bellissima coppia: lei, fisico da modella, con una cascata di boccoli rossi che le coprono le spalle, indossava un abito tipo quelli di Rossella in Via col vento; lui, un bel giovane alto».
Ma andiamo con ordine. Vanessa e Massimo, una coppia di Milano, si sposano domenica a Varenna e, dopo la cerimonia, raggiungono con gli invitati il ristorante. Verso le 16 Vanessa fa uscire tutti in riva la lago e poco dopo ecco volare in cielo un piccolo aereo che trascina uno striscione con la scritta «Massimo ti amo». Applausi di tutti e tenerissimo bacio tra i freschi coniugi.
Intanto, però, il piccolo aereo continua a volare basso tra Mandello del Lario e Abbadia Lariana, due comuni confinanti, passando più volte anche sopra l'abitazione dell'altro Massimo, quello che è convolato a nozze il giorno prima. La sposina, alla visa di quella «dichiarazione d'amore volante», pensandola rivolta al marito, si secca molto e lui, imbarazzato, sa dire solo: «Forse è uno scherzo degli amici». Ma lei diffida.
E a rendere più incandescente la situazione ci si mettono anche i «mormorii» in paese: «Eh, quel casanova del Massimo. Qualcuna di quelle che, anche se era fidanzato, ha illuso gli ha mandato il messaggio d'amore subito dopo le nozze».
Fortunatamente, ora tutto è chiarito. Il Massimo lariano e la mogliettina possono godersi la luna di miele.
Luigina Giliberti
Corriere della Sera
- Mercoledì, 30 Giugno 1999
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