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Scuola di matrimonio per suocere invadenti
Come non rovinare l'armonia tra figlio e nuora: un corso in Emilia
di MARINA CAVALLIERI
ROMA - E' petulante, invadente, possessiva. E' sempre lei, la suocera, figura che si pensava sepolta dalle libere convivenze e i plurimi matrimoni, distrutta dalla liberazione femminile e l' emancipazione della terza età.
Invece è viva e più che mai onnipresente, sia che vesta i panni della cinquantenne autonoma che della sessantenne sbarazzina. Quello della suocera è un ruolo duro a morire tanto che si pensa di organizzare un corso specifico tutto per lei, per insegnarle a comportarsi meglio, a stare al suo posto, a non sfasciare matrimoni, perché i tempi passano ma lei ama ancora ripetere: "Guarda in che mani è capitato il mio bambino".
Il progetto per educare le suocere non è di qualche ingegnoso perditempo ma di un'avvocatessa familiarista di Reggio Emilia, Paola Mescoli Davoli, stanca di vedere i matrimoni andare in crisi per l'eccessiva invadenza della madre di lui. "Posso dire che il trenta per cento dei fallimenti matrimoniali è dovuto all' eccessiva ingerenza delle suocere, non riescono a rispettare la vita autonoma della coppia. Ci sono donne che arrivano e mi dicono: vorrei divorziare da mia suocera ma non potendo divorzio da mio marito".
Suocere dei nostri tempi. Signore giovani che però continuano con modi antichi a coccolare il loro "bambino" che si è sposato, a tessere una tela atavica di rivalità. "E' un fenomeno che esiste, un modo di comportarsi trasversale che attraversa diverse categorie sociali e fasce di età - dice Mescoli Davoli - Ci sono alcune suocere che vogliono addirittura le chiavi di casa della coppia con la scusa di mettere in ordine perché, naturalmente, le nuore non lo sanno fare".
Le accuse sono sempre le stesse, come se il tempo si fosse fermato: lei non lo accudisce, non sa cucinare, lo lascia solo per uscire con le amiche. "Un classico è la scena in cui la madre, andando a casa del figlio, proprio davanti alla nuora non risparmia il suo pesante giudizio: ma come ti sei sciupato!". Così l'avvocatessa ha lanciato la proposta: insegnare, nei centri familiari, alle madri degli sposi "ad essere utili senza essere invadenti".
Il problema esiste, non è da barzelletta degli Anni 50. Basta guardare le statistiche che denunciano ancora un inguaribile mammismo. In Italia sette uomini su dieci oltre i trent'anni vivono ancora in famiglia, una volta che si decidono ad abbandonare il nido sembra che il 40 per cento cerchi casa nei paraggi, per poter andare a pranzo dalla mamma. Statistiche implacabili che raccontano come poi una volta separati molti uomini tornino a casa dalla madre pronta ad accoglierli. Suocere dei nostri tempi, sempre uguali. Del resto, chi non ha parteggiato per lady Di contro Elisabetta, suocera fredda e bacchettona? Chi non prova pietà per le mogli di Stallone costrette a convivere con la terribile mamma Jackie? Ma anche giovani suocere come Simona Izzo non sembrano al di sopra di ogni pettegolezzo. Comunque in attesa dei corsi di rieducazione le nuore possono stare tranquille. L'ultima sentenza della Cassazione, nel '97, dà ragione alla sposa che se ne va di casa: non è reato fuggire dalla suocera tiranna.
la Repubblica
- Mercoledì, 9 Giugno 1999
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